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 Chi siamo  
La Storia

 


"E' istituita dal Monte di Pietà della Città di Bra, una Cassa di Risparmio destinata a ricevere e rendere fruttiferi i depositi dei risparmi che quando gli artigiani, i contadini, i giornalieri, i famigli, la gente di servizio e qualunque altra persona di ristretta fortuna."
Il 7 luglio 1842 il Primo Segretario di Stato per gli Affari Interni e Finanze sottoscriveva, d'ordine di Sua Maestà Carlo Alberto, il "Regolamento Organico" della Cassa di Risparmio di Bra
È l'atto istitutivo della Cassa di Risparmio annessa al Monte di Pietà, sorto nel 1763 per iniziativa dell'Arciconfraternita della Misericordia, grazie alla cospicua donazione della damigella Giovanna Ottavia Operti, "mossa dalla divina provvidenza".

 

 

La prima sede fu quella del Monte, l'ex Casa Valfrè di Celle, adiacente al Palazzo di Città. Il Regolamento interno stabiliva anche i giorni e le modalità di apertura al pubblico: "la domenica mattina, dopo le funzioni religiose e previo consenso delle autorità ecclesiastiche, la Cassa sarà aperta sino a mezzogiorno per ricevere i depositi; il lunedì mattina, dalle dieci alle dodici è invece destinato ai prelevamenti".
Nel corso del primo anno di esercizio finanziario, la Cassa di Risparmio di Bra aprì 59 "libretti", che riassumevano ai depositanti, un prospetto delle somme versate o prelevate e il calcolo degli interessi maturati. Il Monte di Pietà garantiva il sostentamento economico della Cassa, destinandovi gli utili che secondo il Regolamento organico è tenuto ad impiegare in "opere di pubblica beneficenza".
Esisteva un unico consiglio di 12 membri (che venivano chiamati "direttori"), designati dalla Confraternita braidese della Misericordia (Battuti Neri), che amministrava entrambi gli Enti, con distinte gestioni contabili.

 

Nel 1846 la Cassa di Risparmio di Bra fu autorizzata ad esercitare in tutta l'allora Provincia d'Alba e, gradualmente, il Monte di Pietà venne assorbito dalla nuova istituzione; la Sede era originariamente ubicata nel prestigioso e centrale edificio adiacente al palazzo di città, angolo via Monte di Pietà, ed era in comune ad entrambi gli enti. La Cassa contribuì al finanziamento per la costruzione della linea ferroviaria Torino-Bra-Savona e il suo primo mutuo ad un Ente pubblico fuori Bra fu concesso al Comune di Barolo.

 

La definitiva affermazione della Cassa avvenne attraverso una determinante azione a favore dell'ammodernamento delle infrastrutture pubbliche, con il sostegno di iniziative imprenditoriali, svariate opere sociali, assistenziali ed educative.Nel 1907 la Banca mise a disposizione un premio di ben 60.000 lire chi avesse intrapreso una nuova attività manifatturiera: nacque un abitificio con 181 lavoratori, quasi tutte donne.
Dopo la grande guerra prestò denaro a tassi agevolati ai reduci, favorì la riconversione dell'apparato industriale e finanziò la "Cooperativa fra lavoranti conciapelli" per rilevare un'antica conceria.

 

La Banca, nel 1934, iniziò la costruzione del nuovo palazzo di via Principi di Piemonte e nel 1940 aprì la sua prima filiale a Sommariva Perno. Diversamente da altre Casse cuneesi passò indenne il periodo fascista e divenne la principale protagonista della ripresa postbellica che vide in Bra una significativa crescita industriale e commerciale. Negli anni cinquanta e sessanta la CrBra diventa il perno del sistema economico e sociale cittadino.
Con gli utili derivanti dalla gestione bancaria vennero realizzati in Bra importanti opere: dal Palazzetto dello Sport alla Casa di Riposo Maria Goretti.
La CrBra da Ente pubblico economico si trasformò in società per azioni all'inizio degli anni novanta quando la riforma delle Casse di Risparmio impose di distinguere fra impresa e istituzione benefica: nacque la Fondazione Cassa di Risparmio di Bra che diventò l'azionista di maggioranza della Banca perseguendo scopi di utilità sociale preminentemente nei settori dell'arte, dei beni culturali, dell'istruzione, della sanità e per l'assistenza delle categorie più deboli.
Nel 2012, con spirito nuovo, la Cassa di Risparmio di Bra, presente nelle provincie di Cuneo, Asti, Alessandria e Torino si appresta ad entrare nel Gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna, già socio dal 2006, per crescere ancor più forte in Piemonte, con l'opportunità di diversificare e completare l'offerta commerciale valorizzando ulteriormente il forte legame con il territorio di riferimento.
Il 7 febbraio 2013 i due Soci della Cassa, Banca popolare dell'Emilia Romagna Soc. Coop. (BPER) e Fondazione Cassa di Risparmio di Bra rendono pubblica l'esecuzione di un contratto di compravendita di azioni che ha determinato in capo a BPER la titolarità di una partecipazione di controllo pari al 67% del capitale della Cassa ed una conseguente riduzione dell'interessenza della Fondazione al 33%.
I due Soci, nel mese di giugno 2013, hanno sottoscritto un aumento di capitale proquota al fine di dare impulso ad un processo di crescita e di sviluppo dimensionale della stessa nella Regione Piemonte.